SPENDING REVIEW IN PILLOLE

Ricevuto dalla dr.ssa Bastiani Fernanda

“La spending review è oggi indubbiamente uno fra gli argomenti più discussi. Il governo italiano,  attualmente composto da tecnici, ha posto in essere con l’aiuto del commissario Enrico Bondi (ex risanatore di Montedison e Parmalat) una serie di provvedimenti che hanno lo scopo di sanare il bilancio del Paese, impresa peraltro ardua.

All’attuale crisi finanziaria internazionale,  in particolare a quella europea, consegue   inevitabilmente  una  contrazione della spesa. Per i governi nazionali questo  comporta anche una revisione dei criteri con i quali fino ad oggi sono state erogate le risorse. Nel nostro Paese la sanità è fra i primi obiettivi della spending review. Con quali criteri verranno apportati i tagli alla spesa ? E’ tutt’ora oggetto di discussione,  ma il recente   DECRETO-LEGGE 13 settembre 2012 – n. 158 “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”  ha portato a nuove polemiche   poiché da più parti (in primis dalle regioni) è sorto l’interrogativo sulla copertura finanziaria delle disposizioni urgenti ministeriali. Che cosa bolle in pentola?

 

IL FINANZIAMENTO DEL SISTEMA

Il  Fondo Sanitario Nazionale non si basa  su bisogno, domanda, offerta ma sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che nel nostro Paese hanno raggiunto un ottimo livello di qualità (secondo OMS siamo al secondo posto nel mondo) ma comprendono  la quasi totalità delle prestazioni, ad eccezione dei beni di lusso, a fronte di investimenti che sono allineati con la media europea ( 7% ca. del PIL ) e inferiori a Regno Unito, Francia, Germania, Austria, nonché  di molto inferiori alla percentuale sul PIL della sanità  degli USA che sono, ricordiamo, addirittura  sprovvisti di un sistema di Welfare   (benché la recente riforma Obama  abbia in qualche modo rimediato al gap rispetto al sistema europeo  proteggendo  la popolazione a basso reddito e investendo maggiori risorse sul territorio,  pur mantenendo il sistema assicurativo ).

E’ TANTO o E’ POCO?

Nel nostro paese Il finanziamento corrente è di 108,7 mld euro e la spesa si attesta su  4-5 mld di esubero a causa delle  incertezze di bilancio di molte regioni (già sottoposte a piani di rientro). Quando la spesa supera il finanziamento ? Quando il sistema  è  sotto-finanziato oppure quando  la spesa è eccessiva. In questi anni le risorse erogate sono state in continua e costante crescita e, ad eccezione di un rallentamento relativo all’anno 2008, siamo passati dai 35 mld del 1990 ( 5,1 % del PIL)  alle cifre attuali (nel 2009 7% del PIL) , senza contare i 30 mld dei contributi privati.

Quali saranno i finanziamenti futuri? Per il 2013 sono stati stabiliti  109,3 mld (2012 + 0,5%)  contro i 114,8 mld previsti , mentre  nel  2014 ci sarà una  stretta a 110,3 mld (2012 + 1,4 %)contro i 119,3 mld previsti  .

Lo stanziamento previsto è tanto o poco ? Per stabilirlo ci sono 2 modalità : 1. Stabilire che cosa dobbiamo fare ( concetto di priorità , v. esperienza dell’Oregon) 2.  Attenersi ai LEA ( i LEA nel nostro paese comprendono pressoché tutto) Utile infine il  confronto con gli altri paesi,  in particolare riguardo alla  percentuale sul PIL e  alla  percentuale sulla spesa pubblica .

L’attuale finanziamento è in linea con quello degli altri paesi europei. Del resto chi prevede di mettere più soldi prevede un incremento delle entrate , cioè di diventare più ricco . Noi stiamo mettendo in sanità quello che la nostra ricchezza ci permette… Ci sono altre risorse oltre allo stato? Sì,  le risorse private , il co-payment ( vedi finanziamento per la costruzione degli ospedali, es. Vaio)  etc. . In questi tempi purtroppo  la crisi investe anche il sistema privato.

A CHI ?  

A chi andrà ripartito il finanziamento del sistema  ? Con ogni probabilità  alle regioni ( delega)  . E con quali criteri ?

– Prevenzione 5% : popolazione assoluta

Territorio 51%  (Farmaceutica : 13%, Ambulatoriale : 13% -consumi per età-, Altro :  25% : popolazione assoluta)

–  Ospedali 44% ( 50% consumi per età, 50% popolazione assoluta)   

La discussione si sposta ora sulla revisione dei criteri di assegnamento , il documento  AGENAS esprime diverse opinioni e non ci sono criteri sufficientemente oggettivi. Stante il forte disavanzo di troppe regioni, alcune ( es. Liguria ) sotto-finanziate  ed altre ( es. Lazio e Campania) in   sovra-spesa,  ogni criterio favorisce/ sfavorisce singole regioni. L’attesa è che se  si applicheranno i costi standard ci saranno più soldi per le regioni più virtuose.

QUALI ATTACCHI AL FONDO SANITARIO NAZIONALE ?

A breve :

– Riparto Fondo 2012 da 111 a 108 mld euro (- 3 mld)

– FSN 2012   Interventi : sul personale (1.600 mln) sulla farmaceutica (600 mln)

– FSN 2012 : Super-ticket ( 10 euro ) e conseguente minore raccolta, minori consumi, minor pubblico (non ancora approvato)

– FSN 2012-2013 : Spending Review ( in corso)

– FSN 2012-2013 : Tariffe massime (più basse)

– FSN 2012-2013 :  RISPARMIO su  farmaci, dispositivi, beni e servizi

EFFETTO previsto (oltre la riduzione del 2012,  – 3 mld) –  2,5 mld

CHE COSA CI ASPETTIAMO ?

Sicuramente :  una robusta riduzione dei fondi a disposizione, costi standard e un nuovo PATTO per LA SALUTE ( 2013-2015). Forse sarà necessario fare scelte di priorità (come ad esempio una revisione dei LEA , del peso degli ospedali, delle reti di offerta)  e queste  potranno ricadere sui cittadini e/o sulle Aziende. Sicuramente chi prescrive dovrà aver maggior responsabilità e dovrà dimostrarla. Nell’uso delle risorse sarà richiesta  maggior  efficienza e appropriatezza delle prestazioni e maggior  efficacia e  qualità delle cure oltreché una maggior loro accessibilità. La QUALITA’ sarà un imperativo sempre più urgente.  Queste le regole generali finanziarie  che hanno preceduto il recente decreto Balduzzi.

 

CONCLUSIONI

La razionalizzazione o meglio il razionamento dei servizi per i cittadini è un intervento progressivo  ormai in atto e quindi è più che mai auspicabile  una compartecipazione alla spesa al fine di aumentare la corresponsabilità di ciascuno per un giusto utilizzo dei servizi che arresti la corsa all’accaparramento nei supermarket della salute , come spesso sono considerati ambulatori e Pronto Soccorso.

Le esperienze regionali positive ( es. Emilia –Romagna e Lombardia) vanno custodite e valorizzate perché  possono fornire un esempio praticabile per altre aree del Paese , a garanzia reale che il nostro SSN non muoia .

Come in passato in occasioni di grande privazione e povertà  ( es. dopoguerra) e come di recente  in occasioni sportive (!)  il nostro Paese ha dato prova di grande orgoglio, creatività e iniziativa ( risorgendo dalle ceneri come araba fenice)  , anche oggi possiamo uscire dalla crisi con dignità . Purché si consideri la crisi come il tempo della persona, cioè come un’opportunità offerta a ciascuno . Proteste e proposte potranno levarsi purché verso l’alto e per costruire.

Il   SSN è programmabile , non ineluttabile.”

Fernanda Bastiani

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